Oct 12 / Stefano Saladino

M come Mindset

In fondo è tutto qui. Parto dalla fine. Alcuni giorni fa, navigando in internet sono inciampato “per caso” in questa frase di Stephen Covey: “Il 10% della vita è composto dalle cose che ci capitano. Il 90% dipende dalla nostra reazione agli eventi”.

Erano le 5.00 del mattino e come d’abitudine, il mio cervello rigenerato da qualche ora di sonno, si è concesso il lusso di vagare. Travolto da una libera associazione, ho così intrapreso un viaggio sul significato profondo della parola mindset…

Una verità è indiscutibile: non esiste persona senza mindset. Allora mi sono chiesto: che cos’è per me il mindset?

La somma

Mindset… Mind-Set… una parola composta… La prima affermazione che mi viene da fare è che il mindset può essere definito come la somma delle informazioni che raccogliamo.

Alcune sono suggestioni spontanee, altre fanno parte di un processo razionale legato a ciò che leggiamo, studiamo o a ciò su cui mettiamo un particolare focus. Indizi e informazioni arrivano però solo se ci predisponiamo ad accoglierli.

L’accoglienza è un ingrediente fondamentale del mindset sia in fase di costruzione che di sviluppo. Solo apertura mentale genera altra apertura mentale e porta il soggetto ad arricchirsi del nuovo. Ma effettivamente ci serve tutto quello che raccogliamo?
La risposta è “Sì, ma”.

Il database

Il mindset è una sorta di data set, una collezione di dati che sono stati filtrati, rielaborati, ordinati affinché siano funzionali al raggiungimento degli obiettivi e dell’evoluzione personale. Accoglienza, raccolta, selezione e poi azione.

Mindset è unione tra sapere e saper fare e soprattutto volontà di fare, di provare e riprovare sul tessuto della conoscenza e dell’esperienza. Lo so, mi sto lanciando in voli pindarici, ma il mio mindset mi suggerisce che farti comprendere questi passaggi è fondamentale per aiutarti ad approcciare il cambiamento al meglio.

Cambiamento, altra parola chiave. E già perché quando si parla di mindset, o meglio di mindset potenziante, non c’è nulla di rigido, fisso, statico, ma i dati che lo compongono vengono sempre aggiornati, affinati e, perché no, messi in discussione.

Un processo continuo di costruzione e sviluppo del Mindset

Quando siamo giovani, la nostra forma mentis (altro sinonimo di mindset) viene costruita e agita in modo inconscio, come un pilota automatico.

È quando diventiamo adulti che iniziamo invece a darci un orientamento, ad arricchire la nostra mappa, riguardando anche i valori che ne stanno alla base.

Pensandoci bene iniziamo a prendere in mano le redini del nostro mindset quando vogliamo dare una direzione diversa e questa volta ben precisa alla nostra vita, sia personale che professionale. 

Formati, non aspettare che ti formino!

Ti suonano familiari queste parole? Tornando alla frase di partenza, tutti abbiamo un mindset, anzi più di uno che agiamo in maniera molto naturale e spontanea, ma che se ci fermiamo bene a riflettere, è il frutto di tutto il percorso fatto finora.

Quando abbiamo la percezione di agire il mindset? Beh, quando ci rimettiamo in gioco formandoci, leggendo, documentandoci, confrontandoci con gli altri, quando partiamo dal “So di non sapere” socratico e ne abbattiamo i muri, i limiti, per andare Oltre.